Oltre 130 partecipanti, tra cui 60 innovatori provenienti da diversi Paesi europei, si sono riuniti dal 15 al 17 ottobre tra Soave e Roncà (Verona) per l’EUDIS Defence Hackathon 2026, iniziativa della Commissione europea nell’ambito del Fondo europeo per la difesa, organizzata in Italia da Fondazione SAFE. EUDIS Defence Hackathon si è svolto contemporaneamente in otto Paesi europei: Austria, Cipro, Irlanda, Italia, Lettonia, Norvegia, Portogallo e Svezia, promuovendo la collaborazione tra ricerca, imprese e innovatori. Il tema di questa edizione, “Autonomy on the Battlefield”, ha guidato lo sviluppo di soluzioni tecnologiche dedicate alla navigazione senza segnali satellitari, al coordinamento di sistemi autonomi e al contrasto dei droni.

L’evento ha favorito l’incontro tra esigenze operative e innovazione tecnologica, coinvolgendo rappresentanti del Ministero della Difesa, Forze Armate, esperti, imprese e centri di ricerca. L’edizione autunnale dell’Hackathon ha messo insieme rappresentanti operativi che hanno contribuito a presentare le sfide reali, offrendo ai team un riferimento concreto per sviluppare soluzioni aderenti alle necessità degli utilizzatori finali.

La partecipazione di aziende leader del settore, tra cui Leonardo Elettronica e MBDA, ha permesso agli innovatori di approfondire come le nuove tecnologie possano essere integrate nei futuri sistemi d’arma, affrontando anche temi centrali come l’interoperabilità e l’integrazione tra sistemi. Un confronto fondamentale per comprendere come trasformare prototipi e idee in soluzioni concretamente utilizzabili.

Tra i momenti significativi dell’iniziativa, la presenza di una delegazione dell’Esercito ucraino, che ha condiviso esperienze e necessità maturate sul campo, contribuendo a orientare il lavoro dei partecipanti verso sfide reali. I rappresentanti ucraini hanno riferito che, secondo la loro esperienza del conflitto russo-ucraino, oggi il 92% delle perdite è causato dall’impiego di droni: un dato da loro richiamato per evidenziare la trasformazione del campo di battaglia e l’urgenza di sviluppare nuove soluzioni tecnologiche.

«Il nostro obiettivo è avvicinare gli innovatori alla realtà operativa, offrendo loro la possibilità di confrontarsi con esigenze concrete e mettere alla prova le proprie idee in un ambiente dedicato alla sperimentazione», ha dichiarato Andrea D’Angelo, presidente di Fondazione SAFE.

L’hackathon si è svolto presso la Testing & Training Area Calvarina, gestita da SAFE e Test Centre della rete NATO DIANA dal 2023. La struttura offre un ambiente dedicato alla formazione e alla validazione di tecnologie innovative.

Attraverso questa iniziativa, Fondazione SAFE conferma il proprio impegno nel rafforzare il collegamento tra ricerca, industria e utilizzatori finali, contribuendo allo sviluppo di tecnologie innovative, interoperabili e capaci di rispondere alle esigenze della sicurezza e della difesa europee.