Si è concluso a Sofia il primo dei tre workshop di capacity building previsti dal progetto JUST-SHARE, dopo tre giorni di confronto operativo sulla gestione dei beni e sulla pianificazione delle attività di pre-sequestro di beni fisici complessi. I prossimi appuntamenti si svolgeranno a Soave, in Italia, e a Sarajevo, in Bosnia-Erzegovina.

Il workshop ha riunito professionisti impegnati nel recupero dei beni, offrendo un’occasione per rafforzare le conoscenze, condividere buone pratiche e affrontare le sfide legate alla gestione di beni complessi durante l’intero processo di recupero. Particolare attenzione è stata dedicata al coordinamento tra le istituzioni, elemento fondamentale per garantire che i beni siano identificati, sequestrati e gestiti in modo efficace.

Attraverso esercitazioni pratiche, casi studio e momenti di confronto tra istituzioni, i partecipanti hanno approfondito le diverse fasi della catena del recupero dei beni. Un’esercitazione da tavolo ha permesso di elaborare e presentare congiuntamente un piano di pre-sequestro relativo a beni precedentemente individuati, mettendo a confronto prospettive e competenze istituzionali diverse. Le attività hanno inoltre affrontato gli aspetti operativi del sequestro, comprese le procedure legali, i potenziali rischi e le relative misure di mitigazione, attraverso anche una simulazione dedicata al processo decisionale direttamente sul luogo dell’intervento.

Il confronto si è poi esteso alle attività successive al sequestro, approfondendo le principali sfide legate alla gestione dei beni, tra cui la valutazione, le analisi costi-benefici, la vendita anticipata e le responsabilità istituzionali. Attraverso un caso pratico simulato, i partecipanti hanno esaminato l’importanza del coordinamento in ogni fase del processo, dalle indagini e dal sequestro fino alla confisca, alla vendita e al riutilizzo dei beni.

Il messaggio chiave? Un recupero efficace dei beni dipende da ogni anello della catena e dalla stretta collaborazione tra le istituzioni coinvolte.

A riconoscimento della partecipazione attiva e del contributo allo scambio di conoscenze, tutti i partecipanti hanno ricevuto un attestato di partecipazione.

Il ruolo di Fondazione SAFE nel progetto JUST-SHARE

In qualità di coordinatore del progetto, Fondazione SAFE è responsabile della leadership strategica, tecnica e amministrativa di JUST-SHARE, assicurando una governance efficace, il coordinamento delle attività del consorzio e l’allineamento con gli obiettivi del Programma Giustizia dell’Unione europea.

Forte della propria esperienza nei settori della sicurezza, della cooperazione giudiziaria e del capacity building a livello europeo, SAFE guida la progettazione e l’attuazione del ciclo di workshop rivolti a rappresentanti delle autorità giudiziarie, delle forze dell’ordine, degli Uffici per il recupero dei beni (ARO), degli Uffici per la gestione dei beni (AMO) e dei decisori politici.

Le attività mirano a rafforzare conoscenze e competenze, favorire lo scambio di buone pratiche e promuovere la fiducia e la collaborazione tra le istituzioni. SAFE coordina inoltre lo sviluppo di un insieme di linee guida sulla cooperazione giudiziaria interistituzionale nel recupero dei beni, uno strumento operativo basato su evidenze a supporto dei professionisti impegnati in casi complessi.

Il percorso proseguirà a Soave, in Italia, e a Sarajevo, in Bosnia-Erzegovina, con i prossimi due workshop JUST-SHARE, dedicati a rafforzare ulteriormente la cooperazione e le competenze nel settore del recupero dei beni.